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November 14 Una lettera di Dio ai fidanzati

Allo Sposo
La donna che hai al fianco, emozionata con l'abito da sposa, è mia. lo l'ho creata. Io le ho voluto bene da sempre; ancor prima di te e ancor più di te. Te la affido. La prenderai dalle mie mani e ne diventerai responsabile.
Quando l'hai incontrata l'hai trovata bella e te ne sei innamorato. Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza, è il mio cuore che ha messo dentro di lei la tenerezza e l'amore, è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità e la sua intelligenza e tutte le qualità belle che hai trovato in lei.
Però non potrai limitarti o godere del suo fascino. Dovrai impegnarti a rispondere ai suoi bisogni,ai suoi desideri. Ha bisogno di tante cose: ha bisogno di casa, di vestiti, di serenità, di gioia,di rapporti umani, di affetto e tenerezza,di piacere e di divertimento, di dialogo e di tante altre cose.
Ma dovrai renderti conto che ha bisogno soprattutto di Me, e di tutto quello che aiuta e favorisce questo incontro con Me: la pace del cuore, la purezza di spirito, la preghiera, la Parola, il perdono, la speranza e la fiducia in Me, la Mia vita.
Sono io e non tu il principio, il fine, il destino di tutta la sua vita!
Facciamo un patto tra noi: la ameremo insieme! Io la amo da sempre. Tu hai incominciato ad amarla da qualche anno, da quando te ne sei innamorato.
Sono io che ho messo nel tuo cuore l'amore per lei. Era il modo più bello per dirti: “Ecco, te la affido",e perché tu potessi godere della sua bellezza e delle sue qualità.
Quando le dirai: "Prometto di esserti fedele,di amarti e rispettarti per tutta la vita”,sarà come se mi rispondessi che sei lieto di accoglierla nella tua vita e di prenderti cura di lei.
Da quel momento saremo in due ad amarla. Anzi, ti renderò capace di amarla “da Dio",regalandoti un supplemento di amore che trasforma il tuo amore di creatura e lo rende capace di produrre le opere di Dio nella donna che ama. Questo è il MIO DONO DI NOZZE: la grazia del sacramento del matrimonio.
Non ti lascerò mai solo in questa impresa. Sarò sempre con te e farò di te lo strumento del mio amore, della mia tenerezza; adesso continuerò ad amare la donna che è diventata tua sposa anche attraverso i tuoi gesti d'amore.

Alla sposa
L'uomo che hai al fianco, emozionato, è mio. lo l'ho creato. Io l'ho voluto bene da sempre; ancor prima di te e ancor più di te. Te lo affido. Lo prenderai dalle mie mani e ne diventerai responsabile.
Quando l'hai incontrato l'hai trovata bello e te ne sei innamorata. Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza, è il mio cuore che ha messo dentro di lui la tenerezza e l'amore, è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità e la sua intelligenza e tutte le qualità belle che hai trovato in lui.
Però non potrai limitarti o godere del suo fascino. Dovrai impegnarti a rispondere ai suoi bisogni,ai suoi desideri. Ha bisogno di tante cose: ha bisogno di casa, di vestiti, di serenità, di gioia,di rapporti umani, di affetto e tenerezza,di piacere e di divertimento, di dialogo e di tante altre cose.
Ma dovrai renderti conto che ha bisogno soprattutto di Me, e di tutto quello che aiuta e favorisce questo incontro con Me: la pace del cuore, la purezza di spirito, la preghiera, la Parola, il perdono, la speranza e la fiducia in Me, la Mia vita.
Sono io e non tu il principio, il fine, il destino di tutta la sua vita!
Facciamo un patto tra noi: lo ameremo insieme! Io lo amo da sempre. Tu hai incominciato ad amarlo da qualche tempo, da quando te ne sei innamorata.
Sono io che ho messo nel tuo cuore l'amore per lui. Era il modo più bello per dirti: “Ecco, te lo affido",e perché tu potessi godere della sua bellezza e delle sue qualità.
Quando gli dirai: "Prometto di esserti fedele,di amarti e rispettarti per tutta la vita”,sarà come se mi rispondessi che sei lieta di accoglierlo nella tua vita e di prenderti cura di lui. Da quel momento saremo in due ad amarlo. Anzi, ti renderò capace di amarlo “da Dio",regalandoti un supplemento di amore che trasforma il tuo amore di creatura e lo rende capace di produrre le opere di Dio nell'uomo che ami. Questo è è il MIO DONO DI NOZZE: la grazia del sacramento del matrimonio.
Non ti lascerò mai sola in questa impresa. Sarò sempre con te e farò di te lo strumento del mio amore, della mia tenerezza; adesso continuerò ad amare l'uomo che è diventato il tuo sposo anche attraverso i tuoi gesti di amore.
Dal sito:
http://www.crescereinfamiglia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=57:il-sacramento-del-matrimonio&catid=112:preparazione-al-matrimonio&Itemid=11
October 07 IL SANTO ROSARIO

Le 15 Promesse della Madonna ai devoti del Rosario dette dalla Madonna al Beato Alano de la Roche (1428-1478):
1) A tutti quelli che reciteranno devotamente il mio Rosario, io prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie. 2) Colui che persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà qualche grazia insigne. 3) Il Rosario sarà una difesa potentissima contro l'inferno; distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie. 4) Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l'amore di Dio all'amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo! 5) Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà. 6) Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna. 7) I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa. 8) Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati. 9) Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario. 10) I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in cielo. 11) Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete. 12) Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità. 13) Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell'ora della morte i santi del cielo. 14) Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo. 15) La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

Benedizioni del rosario
1. I peccatori saranno perdonati. 2. Le anime assetate saranno ristorate. 3. Coloro che sono incatenati avranno le loro catene spezzate. 4. Coloro che piangono troveranno felicità. 5. Coloro che sono tentati troveranno pace. 6. Il povero troverà aiuto. 7. I Religiosi saranno corretti. 8. Coloro che sono ignoranti saranno istruiti. 9. L'ardente imparerà a superare l'orgoglio. 10. I defunti (le anime sante del purgatorio) avranno sollievo alle loro pene dai suffragi.
Benefici del Rosario:
1. Gradualmente ci da una perfetta conoscenza di Gesù. 2. Purifica le nostre anime, lava via il peccato. 3. Ci da vittoria su tutti i nostri nemici. 4. Ci rende facile praticare la virtù. 5. Fa ardere in noi l'amore del Signore. 6. Ci arricchisce di grazie e meriti. 7. Ci provvede cosa occorre per pagare tutti i nostri debiti a Dio e ai nostri compagni; e finalmente, ottiene tutti i tipi di grazie per noi dall'Onnipotente.
Link da visitare:
http://www.santorosario.net/santi.htm
http://www.theholyrosary.org/indexit.html
Memoria della beata Maria Vergine del Rosario: in questo giorno con la preghiera del Rosario o corona mariana si invoca la protezione della santa Madre di Dio per meditare sui misteri di Cristo, sotto la guida di lei, che fu associata in modo tutto speciale all’incarnazione, passione e risurrezione del Figlio di Dio.
Il Rosario è nato dall'amore dei cristiani per Maria in epoca medioevale, forse al tempo delle crociate in Terrasanta. L'oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica. Gli anacoreti orientali usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere vocali. Nei conventi medioevali i fratelli laici, dispensati dalla recita del salterio per la scarsa familiarità col latino, integravano le loro pratiche di pietà con la recita dei "Paternostri", per il cui conteggio S. Beda il Venerabile aveva suggerito l'adozione di una collana di grani infilati a uno spago. Poi, narra una leggenda, la Madonna stessa, apparendo a S. Domenico, gli indicò nella recita del Rosario un'arma efficace per debellare l'eresia albigese. Nacque così la devozione alla corona del rosario, che ha il significato di una ghirlanda di rose offerta alla Madonna. Promotori di questa devozione sono stati infatti i domenicani, ai quali va anche la paternità delle confraternita del Rosario. Fu un papa domenicano, S. Pio V, il primo a incoraggiare e a raccomandare ufficialmente la recita del Rosario, che in breve tempo divenne la preghiera popolare per eccellenza, una specie di "breviario del popolo", da recitarsi la sera, in famiglia, poiché si presta benissimo a dare un orientamento spirituale alla liturgia familiare. Quelle "Ave Maria" recitate in famiglia sono animate da un autentico spirito di preghiera: "E mentre si propaga la dolce e monotona cadenza delle "Ave Maria", il padre o la madre di famiglia pensano alle preoccupazioni familiari, al bambino che attendono o ai problemi che già pongono i figli più grandi. Questo insieme di aspetti della vita familiare subisce allora l'illuminazione del mistero salvifico del Cristo, e viene spontaneo affidarlo con semplicità alla madre del miracolo di Cana e di tutta quanta la redenzione" (Schillebeeckx). La celebrazione della festività odierna, istituita da S. Pio V per commemorare la vittoria riportata nel 1571 a Lepanto contro la flotta turca (inizialmente si diceva "S. Maria della Vittoria"), il giorno 7 ottobre, che in quell'anno cadeva di domenica, venne estesa nel 1716 alla Chiesa universale, e fissata definitivamente al 7 ottobre da S. Pio X nel 1913. La "festa del santissimo Rosario", com'era chiamata prima della riforma del calendario del 1960, compendia in certo senso tutte le feste della Madonna e insieme i misteri di Gesù, ai quali Maria fu associata, con la meditazione di quindici momenti della vita di Maria e di Gesù.
Dal sito: http://www.santiebeati.it/dettaglio/24800 September 12 LETTERA DI PADRE LIVIO

Cari amici, il nome di Maria, la cui festa si celebra il 12 Settembre, è, come dice la canzone, "un nome dolcissimo, un nome d'amore".
Pronunciando col cuore questo nome, insieme a quello di Gesù, ti è concesso di entrare nella profondità della preghiera.
Invoca Maria, chiamandola per nome, nello svolgimento della tua giornata. Lei si farà subito presente.
Invocala con cuore di figlio e la Madre accorrerà subito in tuo soccorso.
Invocala nel pericolo, Lei ti salverà. Invocala nel bisogno, Lei provvederà. Invocala nelle lacrime, Lei ti consolerà. Invocala nelle cadute, Lei ti rialzerà. Invocala nella disperazione, Lei ti indicherà la strada.
Se pronunci il suo nome col cuore, la Madre si fa presente, ti prende per mano, ti accompagna lungo il cammino, ti tiene sotto il tuo manto, ti porta sulle sue spalle.
Nel pellegrinaggio della vita ristora le tue labbra riarse e assetate con i dolcissini nomi di Gesù e Maria.
Vostro Padre Livio
Tema della catechesi giovanile di quest'anno: "La tentazione". Vedi in internet www.radiomaria.it .

Chiunque tu sia, che nell'instabilità continua della vita presente, ti accorgi di essere sballottato tra le tempeste, più che camminare sulla terra, tieni ben fisso lo sguardo al fulgore di questa stella, se non vuoi essere spazzato via dagli uragani.
Se insorgono i venti delle tentazioni e ti incagli tra gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria.
Se sei spinto qua e là dalle onde della superbia, dell'ambizione, della calunnia, dell'emulazione, guarda la stella, invoca Maria.
Se l'ira, l'avarizia, la concupiscenza della carne scuotono con violenza la navicella del tuo spirito, guarda a Maria.
Se, turbato per l'enormità dei tuoi peccati, cominci a precipitare nel baratro della tristezza e nell'abisso della disperazione, pensa a Maria.
Maria sia sempre sulle tue labbra e nel tuo cuore: e, per impetrare il soccorso della sua preghiera, non dimenticare i suoi insegnamenti.
Seguendo i suoi esempi non ti smarrirai; invocandola non perderai speranza; pensando a lei non cadrai nell'errore.
Appoggiato a lei non scivolerai; sotto la sua protezione non avrai paura di niente; con la sua guida non ti stancherai; con la sua protezione giungerai a destinazione, e così sperimenterai in te stesso quanto giustamente sia stato detto: E il nome della Vergine era Maria.
S. Bernardo di Chiaravalle (1090-1153)
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